giovedì 20 novembre 2014

I Sindacati si trasformino

Il sindacato nasce nei primi anni del 1800, e da allora ha sempre svolto un ruolo centrale nella difesa dei diritti e le condizioni di lavoro dei lavoratori (nota bene: che pagano la mensilità di associazione).

Il problema, e' che come ogni cosa, il sindacato non dovrebbe essere una struttura statica ed immodificabile, sempre fissa sulle proprie posizioni, ma al contrario, il sindacato, come tutte le altre organizzazioni, dovrebbe essere sufficientemente elastico e poter modificare i propri obiettivi, le proprie caratteristiche secondo necessita'.

Ora, che senso ha difendere i diritti dei lavoratori in un sistema che non produce possibilità di lavoro?  

Che senso ha difendere i diritti acquisiti dei lavoratori in un Paese dove si supera il 40% di disoccupazione giovanile

Il sindacato deve trasformarsi e diventare una struttura che si trovi al centro, tra lo Stato ed i cittadini, ma che i suoi obiettivi riguardino entrambe le parti, e non solo una di esse.

Vuol dire difendere i diritti dei lavoratori pensando anche al bene comune, allo Stato e al bene della nazione, nella consapevolezza che non siamo tutti uguali.

Difendere tutti i lavoratori senza distinzione e' sbagliato. E la perdita di potere a livello contrattuale e' il risultato della gestione fallimentare dei sindacati negli ultimi decenni.

Ci sono lavoratori che non andrebbero mai difesi semplicemente perché' non se lo meritano. Sono quei lavoratori che peggiorano i servizi, sfruttano lo Stato, il sistema, i colleghi, non seguono le regole, non producono, non hanno interesse a fare meglio e che - per fare un paragone - in una azienda all'estero sarebbero licenziati senza indugio.

Al contrario ci sono lavoratori che pur con qualifiche mediocri sono un eccellenza nel lavoro, e questa eccellenza non vene mai riconosciuta.

I sindacati dovrebbero trasformarsi e diventare un motore che spinga allo sviluppo economico, al sistema meritocratico, al conseguimento della felicita' del lavoratore, ma nel contempo una forza che partecipi alla creazione di uno Stato migliore che offra più possibilità di lavoro e sviluppo, conciliando tra interesse statale (l'interesse del bene comune) e l'interessa individuale della forza lavoro.

Utopia? Forse.
Ma con le utopie si può cambiare il mondo.






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