giovedì 20 novembre 2014

I dottorini salvino il policlinico Umberto Primo

È interessante vedere come tutte le degenerazioni del sistema italiano siano talmente ramificate da sembrare simili anche se in settori totalmente diversi.

Di passaggio per Roma, dopo aver fatto un salto nei Balcani, una serie di fitte all'addome hanno impedito il mio arrembaggio alla buonissima pizza al taglio romana, ed invece, mi hanno costretto a dirigermi al policlinico a me più vicino, l'Umberto I.

Australia: 2 anni fa, mi hanno operato in un ospedale pubblico Australiano per l'asportazione della cistifellea, e in 3 giorni ho fatto ricovero, esami, operazione e mi hanno poi mandato a casa.
Solo 3 giorni di ricovero
. In una struttura pubblica, che sembrava una clinica privata.
Italia: Dopo 15 giorni di ricovero, e una operazione per l'asportazione di un calcolo alle vie biliari tramite CPRE, sono dovuto scappare firmando volontariamente. Per loro sarei potuto pure rimanere qualche giorno in piu, Tanto paga lo Stato.

Per farla breve, ecco qualche chicca sul ricovero:

  1. Ho passato 5 ore in pronto soccorso (fortunato mi hanno detto) il primo giorno, ma ho rifiutato il ricovero.
  2. Il secondo giorno, ho dovuto arrendermi, e dopo altre 8 ore di pronto soccorso sono stato ricoverato nella III clinica chirurgica, terzo piano, letto 333.
  3. Nel reparto in bagno la carta igienica non esiste, come non esiste il sapone, non esiste carta per asciugarsi le mani o liquido disinfettante.
  4. Bisogna aspettare svariati giorni per gli esami tipo tac e risonanza magnetica. Io sono stato fortunato, ho dovuto aspettare solo 5 giorni dalla data del ricovero.
  5. E poi altri 5 per l'operazione. Fortunatissimo, mi dicono!.
  6. Il sabato e la domenica sono giorni "morti". Difficile essere dimesso d sabato, ed impossibile di domenica. Tanto paga lo Stato.
  7. Un compagno di stanza  e' stato 15gg senza che gli facessero niente, e questo perché la farmacia non aveva ferro ospedaliero da applicargli attraverso la flebo. Proprio cosi'. Niente cure per 15 gg, ma ha comunque occupato un posto in ospedale perché aveva bassa l'emoglobina.
  8. Un altro paziente e' rimasto 40 giorni ricoverato per un problema al nervo del braccio e dopo 3 TAC e 3 Risonanze, hanno deciso che era inoperabile e che doveva fare la riabilitazione. ma per farlo deve dimettersi volontariamente per poi iniziare la riabilitazione nello stesso ospedale.
  9. I dottori passano una volta al giorno verso le 10 Am, e poi basta, spariscono, PUFF! Magia!
  10. E quando passano tu non sei altro che un soprammobile: Il paziente non viene informato della sua condizione, di quello che stanno facendo, di come procede la cura, Niente. Il paziente e' ZERO. NULLA. NIENTE.
  11. Ho avuto un innalzamento di pressione, ed ho dovuto sempre chiedere io di misurarmela 2-3 volte al giorno. E dopo 2 giorni che non facevano nulla al riguardo ho dovuto comprare io stesso  le medicine per abbassarla, perché la farmacia dell'ospedale non aveva quelle adatte.
Unica cosa positiva: I dottorini. Hanno un approccio professionale, con maggiore attenzione al paziente, e rispondono alle domande, anche se si intravede gia', la contaminazione che ricevono dai loro superiori. E sono trattati male da quei professoroni arroganti che si credono al di sopra di tutto (come anche qualche infermiere, ma sono l'eccezione), e che non si sono accorti come siano peggio, ma molto peggio dei giovanotti che presto li rimpiazzeranno.

E la cosa incredibile, e' che tutta questa disorganizzazione e inefficienza, sembra ormai la norma per tutti quanti. E' normale che le cose vadano cosi'. Nessuno si scandalizza.

Consiglio: Se possibile, evitate quel lagher. A meno che i dottorini si ribellino, le cose da quelle parti non sono destinate a migliorare.

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