venerdì 21 novembre 2014

Semplificare le leggi: La guerra al burocratese


L'efficienza della PA e di tutto il sistema normativo italiano hanno un grosso macigno sulla testa: le numerose leggi, leggine, circolari, ed atti diversi che si susseguono sugli stessi argomenti, e che sono scritte in un linguaggio articolare, denominato burocratese,

Si tratta di atti con forza normativa o interpretativa che si sovrappongono e troppo spesso si contraddicono, e di conseguenza devono essere oggetto di interpretazione da chi la legge la dovrebbe applicare senza indugio.

In generale, sono leggi che magari si basano su un pensiero autentico, utile, ma che alla fine sono preparate male, sia dal punto di vista della redazione, sia dal punto di vista del contenuto. Si perde di vista il fatto che più una cosa e' semplice, più e' semplice applicarla.

Bisognerebbe avere il coraggio di capire che "semplice" non significa per forza di cose "inadeguato" o "incompleto".

Alcune situazioni sono veramente assurde; pensiamo alle leggi sulla cittadinanza o sul voto degli italiani all'estero.

Il discorso non e' per niente nuovo per gli italiani.

I primi tentativi di codificare la semplificazione e corretta redazione delle leggi si originano gia' nel 1800, se non prima.

Già nel 1812, G. Bernardoni, Capo di Divisione del Ministero dell'Interno, pubblicava lo scritto "Elenco di alcune parole oggidì frequentemente in uso; le quali non sono ne' vocabolari italiani". Lo stesso parla di "barbarismi" incomprensibili sia ai forestieri, sia agli stessi italiani.

A Milano, nel 1830, Giuseppe Dembsher scrive il suo Manuale, o sia la guida per migliorare lo stile di cancelleria dove troviamo alcune indicazioni che eviterebbero l’oscurità della scrittura burocratica, scrittura che oggi chiamiamo burocratese:


«se si eviteranno i vocaboli di multiforme significato; se la costruzione sarà la più semplice possibile; se i periodi saranno brevi; se non si adoperanno voci nuove o straniere che in caso di assoluta necessità»;

Gia' nel 1800 avevamo qualche problema eh? E non li abbiamo mica risolti....
Noi italiani siamo tosti eh? Tostissimi direi! ;-)


Articolo basato sugli interventi realizzati in
La carica delle 101 - Idee per una PA migliore" - FORUM PA EDIZIONI, marzo 2012.

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