venerdì 1 marzo 2013

Esperti e.e.e.



In molti crediamo che le leggi che permetterebbero alla PA di funzionare meglio ci sono,
ma siamo anche d'accordo che non vengono applicate come dovrebbero, o che magari
andrebbero migliorate.
Alcune di esse invece sono rimaste allo stato teorico e non sono state accompagnate da
istruzioni chiare ed univoche per la loro applicazione immediata, senza lasciare spazio a
interpretazioni varie che poi di fatto rendono difforme l'operato della PA da un ufficio
all'altro. In altri casi, invece, il cittadino che si scontra contro il muro della PA trova
difficoltà ad agire in maniera semplice ed immediata nel suo legittimo interesse in
quanto i meccanismi attuali tendono a "corazzare" la PA per difenderla da attacchi
esterni. In fondo cosa cerchiamo?
Economicità: vale a dire assenza di sprechi.
Efficienza, efficacia: fare di più con meno, fare meglio nei tempi previsti.
Equità: il servizio è lo stesso per categorie simili di cittadini.
Ma chi controlla queste cose nella PA? C’è veramente qualcuno che in maniera
continuativa raccoglie dati, analizza situazioni e proposte, indica strade alternative, o addirittura
impone cambi di procedure o nuove metodologie di lavoro senza che passino
mesi? Forse servirebbe una entità dinamica, "viva", elastica, che si sappia adattare ai
nuovi sistemi di comunicazione, che possa agire in maniera autonoma contattando i
singoli responsabili per interpellarli, per chiedere chiarimenti su procedure, per allertarli
su eventuali errori procedurali commessi.
Che sappia interagire con i cittadini e che sia in grado di dare una risposta senza che
passino periodi lunghi di attesa.
Una entità che sia anche al servizio del cittadino per le sue lamentele e segnalazioni, che
cerchi di rendere la PA coerente con i suoi principi.
Un vero e proprio "polipo" che con i suoi tentacoli riesca ad entrare in ogni ufficio alla
ricerca del conseguimento di quei principi che troppo spesso sono solo un miraggio.
Questa entità potrebbe essere formata da un gruppo di persone che sotto l'etichetta di
"Esperti e.e.e." (o qualcosa di simile) siano portatori locali, ognuno nella propria organizzazione,
della bandiera di controllo, analisi, raccolta dati e trasmissione delle idee e
comunicazioni dei "pensatori" che a livello centrale hanno analizzato e deciso sui diversi
problemi segnalati dai "tentacoli".
Non so se questa idea sembra fattibile, ma credo che senza un canale attivo di comunicazione semplice ed immediato tra cittadini e responsabili, e senza la possibilità
di agire immediatamente senza passare attraverso livelli procedurali interminabili,
allora non ci sarà mai un vero controllo del sistema. Del resto, senza controllo come potremmo
migliorare le procedure?

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