martedì 18 settembre 2012

Inventiamoci la System Review!


Ma si, a noi italiani piace usare l’inglese nel nostro grande vocabolario. E visto che ci piace, anzichè coniare un termine che definisca in italiano la ristrutturazione del sistema Italia, userò un termine inglese: System review.

Anche se per dirla tutta io userei anche il termine “Ristrutturazione Italiana”, termine che se esistesse davvero mi augurerei che tra qualche secolo venga insegnato durante le lezioni di storia delle squole e che indicherà il piano di ristrutturazione italiano che negli anni 2013-2020 ha riportato l’Italia ad un livello esemplare di efficienza, sia produttiva, sia morale. Che ha portato l’italia ad un livello economico di prestigio e che ha fatto diventare il modello italiano un modello di esempio per il mondo intero.     

Ma cosa e perchè scrivo?
Un articolo sul Corriere della sera di oggi 18 settembre, mi ha fatto venire voglia di scrivere en paio di cose riguardo alla situazione italiana.

Secondo un rapporto sul mercato del lavoro, curato da Carlo Dell'Aringa, se compariamo  il belpaese ed altri Paesi industrializzati e la loro evoluzione degli ultimi anni, ne viene fuori un vero e proprio "declino italiano". 

Eravamo i primi della classe, ed ora siamo diventati il fanalino di coda. E anche se gli ultimi saranno i primi....beh.... non è che sia tanto bella questa cosa...

Se prendiamo ad esempio il settore manufattturiero, mentre economie come la Francia o l'Olanda crescono rispettivamente del 2.5% e 2.8%, noi ci dobbiamo accontentare di un misero 0,4%

Attenzione però che negli anni settanta la situazione era diametralmente opposta: L'italia cresceva del 6,5% l’anno. Molto, ma molto meglio dei nostri vicini della Germania e della Francia che si attestavano su una crescita del 4%, per non parlare del 2.7% degli Stati Uniti.

Occore quindi una reingegneria, una vera e propria ristrutturazione del nostro sistema Italia per aumentare la produttività, aumentare l’occupazione e migliorare la nostra qualità di vita. 

Chiaramente tutto dovrebbe iniziare a livello politico. La politica, i partiti, i sindacati e noi tutti dobbiamo reagire. Dobbiamo mettere da parte i nostri vecchi parametri che ci incatenano e ci rendono parte di un sistema che deve essere rivisto, ripensato, rifatto, rimodellato. 

Altro che “spending review”, qui ci vuole proprio un “system review”. rivediamo il nostro sistema Italia, le sue caratteristiche, definiamo ed enfatizziamo i suoi punti di forza e concentriamoci a risanare i suoi aspetti più deboli. 
Noi possiamo farcela, perchè in fondo “Italians do it better”. ;-)   

La spending review però è purtroppo un male necessario, poichè la quadratura dei conti, con tutte le conseguenze negative che comporta a livello occupazionale, di Pil, e di salute mentale di noi tutti, ha lo scopo di non far perdere la fiducia dei capitali verso il nostro Paese. 

Senza capitali non cè progresso, e senza fiducia non ci sono capitali
Senza capitali le aziende non producono, i prodotti non migliorano, la ricerca è immobile, gli stipendi non crescono, i consumatori non comprano. 

Il ristagno significa assenza di investimenti, e senza investimenti non c'è crescita. 
Semplice e lineare.

Ma la spending review da sola non risolve nulla. E spero che i nostri politici lo sappiano.

In cosa potrebbe consistere la “system review”?
Beh, lungi da voler offrire una facile soluzione al nostro problema - si nostro, perchè è di tutti gli italiani -, ecco qualche spunto: 

Rivediamo le tasse e le imposte 

Tassiamo meno “i nostri”, e tassiamo più “gli altri” soprattutto in settori dove la domanda è anelastica. Creiamo la Tassa Europea sul Turismo (Eutax) ad esempio.
Stra-tassiamo i beni superflui che fanno male, come le sigarette. Altro che 1 euro a pacchetto. Ci vuole una bella tassa di 5 euro a pacchetto. E alla fine i figli dei fumatori ci ringrazieranno pure. 

Il Vaticano che paghi pure l’imu, e che non abbia più sovvenzioni statali di nessun tipo. Se deve sopravvivere, che sia grazie ai suoi fedeli, e alle sue banche.

Ammettiamo le nostre sconfitte 

Ammettiamo che certe battaglie secolari, come la lotta alla prostituzione e alle droghe leggere non possono essere mai e poi mai vinte, e legalizziamo la vendita di entrambi “prodotti”.

Rivediamo e semplifichiamo le nostre leggi.

Troppe leggi, troppi cavilli, troppe situazioni interpretabili in maniera diversa seppur uguali. Di fatto, più la legge è articolata, più è difficile applicarla e farla rispettare. Ci vogliono leggi brevi, chiari, semplici. E soprattutto NON INTERPRETABILI. Forse può interessare perchè secondo me  è meglio abrogare le leggi precedenti quando si modificano.

Mercato del lavoro.

Basta avanzamenti di carriera per mera anzianità. 
In questo modo abbiamo dei dirigenti e capi ufficio che non hanno assolutamente le caratteristiche per fare quel lavoro di manager. 

Il solo criterio dovrebbe essere quello meritocratico, studiato in modo da rispettare veramente le capacità dell’individuo. E se l’avanzamento di grado non è un opzione (poichè il miglior impiegato non è per forza il miglio capo ufficio)  che l’avanzamento sia economico.
Migliore stipendi con lo stesso grado, ma se ce lo meritiamo. 

Facciamo funzionare seriamente le liste di collocamento a livello nazionale.

Prezzi e salari

Aumentiamo gli stipendi, anche a costo di aumentare un pò l’inflazione. Ma aumentiamo solo quelli che appartengono ai settori più poveri della popolazione. 
Fissiamo un tetto stipendiale per politici, ma anche per i calciatori.

Servizi privati nel settore pubblico

Incentiviamo tutti i privati che abbiano qualcosa da offrire a collaborare all’organizzazione del Paese e a partecipare all’erogazione dei servizi dello Stato.  

E tanto altro... magari potessimo fare un libro di idee e ventilarle ai quattro venti...chissà...forse...magari....qualcosa cambierebbe.

W L’Italia! Fanalino di coda....MA CHE FANALINO RAGAZZI! ;-)

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