martedì 23 maggio 2017

Loser

Loser. Coward. Asshole.

#Manchester

sabato 20 maggio 2017

Disservizi e assistenza Fastweb


L'assistenza Fastweb? Non esiste.

Da giovedì sera niente internet.
La spia rossa sul mio modem TOP FIBRA e' color rosso fisso.

Niente Internet, niente Netflix, niente TvNow.

Meno male che ho un'apparecchietto Vodafone ricaricabile 4G che mi affretto a ricaricare.
Almeno posso scrivere questo post.

Giovedi, ore 21 circa: La chiamata al numero verde Fastweb 192193

Chiamo al numero verde di Fastweb, dopo due domandine automatiche, il sistema mi liquida con un

"La informiamo che per motivi tecnici i servizi Fastweb non sono momentaneamente disponibili" 

Ok. E' giovedì sera penso, lavoreranno tutta la notte e ripristineranno la cosa in mattinata di domani, spero..... penso.....
Illuso!!!

Ok. Io posso anche capire che le cose si sfascino ogni tanto, ma come cliente avro' il diritto di sapere:

1. Cosa succede realmente? Sono loro ad avere il problema? Sono io ad avere il problema?
2. In quanto tempo probabilmente si ripristinerà la cosa?

Venerdì: Il tentativo con i canali Facebook e Twitter di Fastweb:
Proviamo con Twitter

Mi collego al mio account di Twitter che come quasi buon 50enne old school non uso quasi mai e scrivo un bel tweet a @fastwebhelp.
In realtà' non e' male che esistano questi canali se ti rispondessero pero' in maniera adeguata. Non siamo centralini automatizzati. Rispondere con frasi standard, preconfezionate e senza realmente rispondere all'utente non può essere una scelta per l'impresa privata.

La risposta che ho ricevuto? Eccola:


La stessa cosa mi ha detto il sistema automatico al 192193. Niente di  nuovo. Non sono proprio contento di questo servizio di assistenza del cacchio.

Proviamo con Facebook

Ma viva l'ottimismo!
Su Facebook, un sistema automatico ti fa qualche domandina, e poi, se non riesce a risolvere il problema in automatico gira la palla ai colleghi, che ti dovrebbero contattare, ma che di fatto non mi hanno mai contattato.


Ciò che mi fa venire i nervi e' il non sapere cosa succeda e il non poter parlare con un essere umano per fare domande o ricevere rassicurazioni.
Non so se il problema sono io, sono i miei cavi, e' il mio modem, o sono loro.

Il problema secondo me non sta nel Call Center in Albania, Moldavia o dove sia, il problema non sono i BOT automatici che ti rispondono.
Il problema e' qui, in Italia, e sono le persone che hanno in mano la gestione del settore di assistenza di Fastweb. Sembrano statali.

In mille modi ti fanno capire, che tu, come cliente, non vali niente, non sei importante.
Quello che a loro interessa, e' avere strumenti di marketing, come il numero verde, i BOT automatici che rispondono in segreteria o su Facebook, o l'assistenza immediata immediata su Twitter con frasi preconfezionate.
Tutti strumenti per dipingere una realtà inesistente ed invogliare il consumatore ad acquistare.
In realtà, e' tutto solo una vetrina.

L'utente, vale zero. I problemi dell'utente sono zero.

Questa e' secondo me, la mia opinione sull'assistenza di Fastweb.

Inizio assenza servizi Internet: Giovedì 18 maggio 2017, ore 21 circa.
Aggiornamento: Sabato 20 maggio 2017 ore 10 circa, ancora senza internet.
Aggiornamento: Sabato 20 maggio 2017 ore 11 circa, ancora senza internet, ma trovo un messaggio sul cellulare come risposta alla mia richiesta fatta su Facebook 12 ore prima e sollecitata questa mattina:



Aggiornamento: 21.05.2017, ore 9 circa. I servizi internet sono tornati.

Rimango però poco contento del servizio di assistenza.

Nessuno mi ha mai informato sull'origine del problema, e sulla probabile tempistica di risoluzione del problema.
Certo, hanno risolto in 2 giorni e mezzo, ma in questo periodo io sono rimasto allo scuro su cosa stava succedendo.
Ciò a me non piace proprio. E' un mio diritto sapere, per eventualmente prendere contromisure adeguate.


mercoledì 8 giugno 2016

Articolo 11 del Codice Civile


Art. 11 delle preleggi
Codice Civile
Efficacia della legge nel tempo

"La legge non dispone che per l'avvenire: essa non ha effetto retroattivo"

Ma.....

Ê un articolo che contiene la negazione di se stesso, nel momento in cui si fa valere retroattivamente per leggi entrate in vigore prima dell'esistenza dello stesso articolo di legge.

Chi mi spiega il perché?

sabato 7 maggio 2016

Siamo tutti un popolo di migranti

Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. 

Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. 

Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. 

Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. 

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. 
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. 

Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. 

Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. 

I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.

Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. 

Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. 
Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. 
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione.

Il testo sarebbe tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.
Fonte: RaiNews 24

Od oggi pero', non si sa con certezza chi abbia scritto o detto quanto sopra.
Nella rete esiste un ampio dibattito che riguarda la ricerca delle fonti, e se si tratti di un testo reale o sia solo una bufala.
Per chi voglia saperne di piu' sulla questione, rimando al sito web di Attivissimo.

Il testo di cui sopra, non fa altro che sottolineare, dal proprio punto di vista, e per cio' che gli conviene dati gli scopi, i risultati del notevole lavoro della Commisione Dillingham, che in 41 volumi, tutti consultabili online, ha realizzato uno studio sull'immigrazione in USA tra gli anni 1907-1911.

A mio parare, a parte un paio di punti, il testo e' abbastanza coerente con le realtà dell'epoca, e potrebbe essere attribuito a uno dei tanti, che favorevoli ad una restrizione dell'immigrazione, cercavano di convincere la platea sulla necessita' di tale restrizione sulla base di una "selezione" degli immigrati.
Che entrino i migliori quindi, e che i peggiori tornino a casa.

Dico questo perche' dal testo e' evidente che sebbene si parli di una relazione, si tratta della posizione di un singolo, che alla fine lancia una proposta.
Dubito che un rapporto ufficiale possa essere scritto in questi termini.

Penso quindi ad un dibattito, magari al congresso, cercando di far passare la legge, oppure semplicemente ad un articolo di giornale scritto da un giornalista pro-restrizioni.

Il problema razziale, insieme all'emergenza migratoria, all'epoca erano al centro del dibattito politico degli USA.

Al loro arrivo, gli immigrati, erano catalogati in razze, e quella italiana era divisa in due razze: I Nord Italiani ed i Sud Italiani.

Per gli Stati Uniti, Italiani del Nord ed italiani del Sud, erano sicuramente diversi.

Gli italiani del Sud, rappresentavano la maggioranza dell'ondata migratoria dell'inizio 1900: 75% degli italiani entrati negli Usa, erano meridionali, ed erano in gran parte (circa l'80%) analfabeti.
Erano sicuramente poveri, maschi e giovani (tra i 14 ed i 44 anni)

Più di due milioni di italiani, quasi tutti meridionali,  entrarono negli USA nel decennio 1901-1910, e quasi 1 milione e 300 mila tra il 1910 ed il 1914.

La triste realtà e che gli italiani del sud erano discriminati  da quelli del Nord, e dagli stessi americani.

Erano sfruttati, anche a causa della scarsa conoscenza della lingua, sia dalle aziende locali, sia dai stessi loro "padroni", una una sorta di broker tra l'azienda ed il lavoratore.
Si rifugiavano in enclavi, le c.d. "Little Italy".

La maggioranza dei luoghi dove abitavano erano insalubri, senza luce ne aria, e 1 famiglia su 5 viveva in una sola stanza.
A Boston nel 1891, su 259 famiglie italiane residenti (un quarto della popolazione), ben 154 vivevano in una sola stanza.

Ed erano gli unici disposti a fare i lavori "sporchi".
Basti pensare che nel 1890 il 90% degli operai della citta' di New York erano italiani.

Erano i migliori risparmiatori ed i peggiori consumatori, e lavoravano per sopravvivere, e rispetto ad altri gruppi, erano quelli che piu' denaro spedivano ai familiari in Italia, senza usare le banche americane.

Che ci fosse del forte razzismo verso gli italiani non e' un segreto. Era di fatto il gruppo piu' discriminato tra gli immigrati che sbarcavano sulle coste degli USA.

Gli attacchi erano sia politici, sia giornalisitici, ma anche degli stessi cittadini.

Tra i fatti dell'epoca ricordiamo:

  • Nel 1886 un immigrato fu linciato a Vicksburg, Missisipi.
  • Nel giugno 1988 tutta la popolazione italiana di Buffalo fu arrestata (325 persone) alla ricerca di armi. Ne furono trovate solo due.
  • 11 immigrati siciliani furono linciati nel 1891 a New Orleans.
  • In Denver, Colorado, un Italiano fu linciato nel 1893;
  • Nel 1895 a Walsenburg, Colorado, 6 italiani furono linciati.
  • Nel 1894, 200 italiani furono espulsi da Altoona, Pennsylvania
  • Tre italiani furono linciati in Hahnville, Louisiana nel 1896.
  • Altri 5 seguirono la stessa sorte nel 1896, in TaIlulah, Mississippi.
  • I linciaggi continuarono e se ne hanno prove negli eventi di Erwin, Mississippi (1901), Marksvile, Louisiana, (1901), Marion, North Carolina (1906), Tampa, Florida (1910), Wihisville, Illinois (1914), e Johnson City, illinois (1915)

La discriminazione era verso gli italiani, ma soprattutto diretta ai meridionali, più' che a quelli del Nord.

Uno studio del 1917, conclude che la razza meridionale e' vista come una razza a se stante.

Le cause principali erano le loro caratteristiche fisiche, la  loro propensione a congregarsi in gruppi, a ritardare l'assimilazione alla cultura del luogo, mostrando poca volontà di mescolarsi con gli americani, di imparare l'inglese, fare studiare i propri figli.

Nella critica dell'epoca, i Negro ed i meridionali, erano molto simili, ed in parte del Sud, gli italiani meridionali non erano visti come persone di razza bianca.
Gli stessi italiani del Nord, discriminavano i meridionali, evidenziando la loro diversità dagli stessi.

Leggete questo passaggio che si trova nel Dillingham Report;


Gli italiani erano descritti come "profondamente ignoranti, con un livello di intelligenza cosi' piccolo da poter fare solo danno agli Stati Uniti. Di fatto, sono i più ignoranti tra tutte le razze del mondo" (Silvano M. Tomasi, Pier and Power, p. 24).

Sappiamo poi che anche grazie agli italiani, gli Stati Uniti sono diventati cio' che sono.

Forse la storia ci dovrebbe far riflettere sulla situazione Europea attuale, un Europa in piena crisi migratoria, che ha bisogno di ridefinirsi, di darsi nuove regole, per assicurarci la sicurezza che richiediamo, e per permettere l'integrazione di chi merita, rispedendo a casa chi non si adatta al nostro modello culturale.






venerdì 6 maggio 2016

mercoledì 15 aprile 2015

Hashtag: #larivoluzionedalbasso

Credete che riusciremo a far maturare i nostri politici? 

Nella sostanza vanno avanti con le loro alleanze che hanno il solo scopo di non perdere i propri privilegi, continuano a scrivere leggi in modo approssimativo, in burocratese (aboliamolo il burocratese!), facendo si che la certezza del diritto e la parità di trattamento siano una chimera.

E ancora: A fronte della quadratura del bilancio dello Stato, una economia forte non si crea forse pensando al futuro magari senza strozzare i poveri cittadini?

Si dovrebbe fare leva su tutte le altre alternative possibili, non prelevando dalle nostre tasche.

#larivoluzionedalbasso 

Propongo un nuovo hashtag da diffondere tra chi come me se la sente di iniziare questa rivoluzione pacifica, perché se di rivoluzioni pacifiche parliamo, molte di queste vengono imposte dall'alto, ma da noi questo non succede.

Non ci resta quindi che iniziarla noi, dal basso. 

Iniziamola noi stessi, impiegati statali, pretendendo che finiscano gli sprechi, che si premi il meritevole e si sanzioni il fannullone, pretendendo che il cittadino che si rivolge alla P.A. sia trattato come si merita. Basta ore di coda, basta burocratese, basta penare per riuscire a dialogare con i preposti di un ufficio.

Iniziamola noi stessi, segnalando alle autorità preposte tutte le decisioni prese che vanno contro l'interesse del paese, e che seppur prese non contra legem, non vengono ascoltate proposte  migliori, più efficienti, che aiutino veramente al rinnovamento del paese.

Iniziamola noi questa rivoluzione dal basso, magari partendo dalla nostra scrivania, e contagiandola a quella del collega, e poi a tutto l'ufficio, e così via, fino a rinnovare il nostro paese e farlo diventare un esempio di legalità, trasparenza, correttezza verso il cittadino.

Facciamo grande l'Italia...dal basso, e poi che ci copino pure gli altri, gli insegneremo come abbiamo fatto.

Italians do it better!

venerdì 2 gennaio 2015

lunedì 15 dicembre 2014

Sydney sotto assedio?


A 12 ore dall'azione terrorista che ha visto rintanarsi un solitario terrorista in un noto caffè' del centro di Sydney, mi viene di pensare, - e spero di non sbagliarmi -, che in realtà' non sta avvenendo nessun assedio.

Il terrorista, o presunto tale, non si comporta da terrorista preparato e professionale. Sembra piuttosto uno squilibrato mentale, forse simpatizzante di qualche gruppo islamico e probabilmente uno di quelli che dal la colpa all'occidente delle disgrazie che accadono nel mondo. "Una bala perdida" insomma.

Ma pensateci, 2 gruppi di persone sono riuscite a scappare.in momenti diversi.... questo non la dice lunga sul suo tipo di lucidità' mentale nel gestire la situazione?

Grazie a dio, non c'è' stato spargimento di sangue fino al momento, cosa che probabilmente non sarebbe successa con un attacco deciso a creare terrore.

Non si e' preoccupato minimamente di nascondere il suo volto, e sebbene questo ad alcuni ha fatto pensare che "non ha nulla da perdere", a me questa cosa non convince.

Ha richiesto una bandiera dell'ISIS in cambio di ostaggi.... ma come... non ne aveva una? Ma che terrorista e'?

E vuole pure una intervista con il primo ministro Abbott.

D'altro canto la polizia dice che e' un elemento già' a loro conosciuto e già identificato, e che sono sicuri che risolveranno la faccenda senza spargimenti di sangue.

Speriamo sia così, o al limite faranno fuori lui... ma resta comunque l'azione di un singolo, probabilmente uno squilibrato.


venerdì 28 novembre 2014

Colombia and Peru may have visa-free access to the Schengen area during 2015

European CommissionPress release
Brussels, 29 October 2014

European Parliament and Council Regulation No 509/20141 amended the lists of countries whose nationals must be in possession of visas when crossing the external borders and those whose nationals are exempt from that requirement.

We're speaking of 19 countries

  1. Colombia, 
  2. Dominica, 
  3. Grenada, 
  4. Kiribati, 
  5. Marshall Islands, 
  6. Micronesia, 
  7. Nauru, 
  8. Palau, 
  9. Peru, 
  10. Saint Lucia, 
  11. Saint Vincent and the Grenadines, 
  12. Samoa, 
  13. Solomon Islands, 
  14. Timor-Leste, 
  15. Tonga, 
  16. Trinidad and Tobago, 
  17. Tuvalu, 
  18. the United Arab Emirates 
  19. Vanuatu. 
For nationals of these 19 countries, the exemption from the visa requirement will only apply from the date of entry into force of an agreement on visa exemption to be concluded by each of these countries with the European Union.
The Commission will seek authorisation from the Council to negotiate short-stay visa waiver agreements with each of the two countries. If the Council grants such an authorisation, negotiations could start in the first trimester of 2015. Only after the agreements enter into force will visa-free for the citizens of these countries become a reality. This could happen, at the very earliest, in the second half Tf 2015.

PERU
More Peruvians are willing to travel to the Schengen area for tourism, business or other
types of short stays.

The number of Schengen visas issued in Peru has grown by 21% in the last four years.
While in 2010 the number of visas issued was 39914, by 2013 the number had reached 48488.

This increase is probably linked to the significant economic growth experienced by Peru in the last decade;

The vast majority of Peruvian applicants (93.3% in 2013) are considered to be bona fide
travellers who pose no risk and therefore obtain a short-stay visa, with the visa refusal rate
having decreased significantly in the last four years, from 11.6% in 2010 to 6.7% in 2013.

COLOMBIA
In 2013 the number of Schengen visas issued was 121019, which represents an increase of 42.7% compared to 2010.
This increase is probably linked to the significant economic growth experienced by Colombia in parallel with recent improvements in the security situation;


The vast majority of Colombian applicants (95.2% in 2013) are considered to be bona
fide travellers who pose no risk and therefore obtain a short-stay visa, with the visa refusal
rate having more than halved in four years, from 11.2% in 2010 to 4.8% in 2013.

An increasing proportion of these applicants (40.9% in 2013) are getting multiple entry visas,
which also indicates that the Schengen consulates have greater trust in Colombian applicants.

martedì 25 novembre 2014

How long may I stay in the Schengen zone?


If you don't know how to calculate how long  you can stay in Schengen area, please follow this indications.

Any tourist – irrespective of being visa required or exempt – who intend to travel to the Schengen area for a short stay must know that the maximum duration of authorized stay is defined as "90 days in any 180-day period".

The date of entry shall be considered as the first day of stay on the territory of the Schengen States and the date of exit shall be considered as the last day of stay on the territory of the Schengen States.

Note that periods of stay authorised under a residence permit or a long-stay visa shall not be taken into account in the calculation of the duration of stay on the territory of the Member States.

The notion of "any", implies the application of a "moving" 180-day reference period, looking backwards at each day of the stay (be it at the entry or at the day of an actual check), into the last 180-day period, in order to verify if the 90 days / 180-day requirement continues to be fulfilled.
Is like a dynamic, moving date in the present or in the future.

A practical method is to ask yourself a simple question:

How many days in the past 180 days (counting backwards starting today or tomorrow) I’ve spent in Schengen area?

If the result is “x”, simply do a rest (90-x) to know how many days you may still remain in Schengen area.

So, for example, if you go to UK (or maybe Bulgaria, Croatia, Ireland, Romania, Cyprus as they are not yet part of the Schengen area without internal borders) for 30 days, after those 30 days you may ask yourself that question.

Practical example:

  • You arrive in Rome on 01.01.2015.
  • On 31.03.2015 you ask yourself the question and the result is that you spent 90 days in the previous 180 (from October 2014 to march 2015).
So, you’ve spent 90 of the 90 days allowed, and you must exit Schengen area immediately, if not you’ll become an over-stayer, which is not recommended at all.

In this case when you may enter in Schengen area again?

Let’s resume:
  • From 1.1 to 31.3 you was in the area.
    Let’s suppose you’re planning to enter Italy again on May 15.
So, use the may 15 date as dynamic date and ask yourself:
How many days in the past 180 (counting backwards from may 15) I’ve spent in the Schengen area?

So, the 180 period that ends on May 15, 2015 starts on November 15, 2014 (6 months period = 180 days). In that period you stayed already 90 days (January - March), so, no way to enter Schengen area yet.

If you ask the question again on july 15
Use the July 15 date as dynamic date and ask yourself:
How many days in the past 180 (counting backwards from july 15) I’ve spent in the Schengen area?

So, the 180 period that ends on July 15, 2015 starts on January 15, 2014 (6 months period = 180 days). In that period you stayed only 75 days, so, you may enter Schengen area again, but maximum for 15 days (75+15 = 90).

The point is you must use a date in the future and counting backwards 180 days from that date to check how many days you have still available

Complicated? A little, but once you understand the mechanism it become easy.

In order to apply the 90 days / 180-day rule, a calculator has been developed for the general public and for the Schengen authorities. The calculator is a helping tool only; it does not constitute a right to stay for a period resulting from its calculation. It is always for the Member States' competent authorities (in particular for the border guards) to implement the provisions and make a decision on the length of the authorized stay or on the overstay.

venerdì 21 novembre 2014

Semplificare le leggi: La guerra al burocratese


L'efficienza della PA e di tutto il sistema normativo italiano hanno un grosso macigno sulla testa: le numerose leggi, leggine, circolari, ed atti diversi che si susseguono sugli stessi argomenti, e che sono scritte in un linguaggio articolare, denominato burocratese,

Si tratta di atti con forza normativa o interpretativa che si sovrappongono e troppo spesso si contraddicono, e di conseguenza devono essere oggetto di interpretazione da chi la legge la dovrebbe applicare senza indugio.

In generale, sono leggi che magari si basano su un pensiero autentico, utile, ma che alla fine sono preparate male, sia dal punto di vista della redazione, sia dal punto di vista del contenuto. Si perde di vista il fatto che più una cosa e' semplice, più e' semplice applicarla.

Bisognerebbe avere il coraggio di capire che "semplice" non significa per forza di cose "inadeguato" o "incompleto".

Alcune situazioni sono veramente assurde; pensiamo alle leggi sulla cittadinanza o sul voto degli italiani all'estero.

Il discorso non e' per niente nuovo per gli italiani.

I primi tentativi di codificare la semplificazione e corretta redazione delle leggi si originano gia' nel 1800, se non prima.

Già nel 1812, G. Bernardoni, Capo di Divisione del Ministero dell'Interno, pubblicava lo scritto "Elenco di alcune parole oggidì frequentemente in uso; le quali non sono ne' vocabolari italiani". Lo stesso parla di "barbarismi" incomprensibili sia ai forestieri, sia agli stessi italiani.

A Milano, nel 1830, Giuseppe Dembsher scrive il suo Manuale, o sia la guida per migliorare lo stile di cancelleria dove troviamo alcune indicazioni che eviterebbero l’oscurità della scrittura burocratica, scrittura che oggi chiamiamo burocratese:


«se si eviteranno i vocaboli di multiforme significato; se la costruzione sarà la più semplice possibile; se i periodi saranno brevi; se non si adoperanno voci nuove o straniere che in caso di assoluta necessità»;

Gia' nel 1800 avevamo qualche problema eh? E non li abbiamo mica risolti....
Noi italiani siamo tosti eh? Tostissimi direi! ;-)


Articolo basato sugli interventi realizzati in
La carica delle 101 - Idee per una PA migliore" - FORUM PA EDIZIONI, marzo 2012.